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Avicoli

In questa sezione approfondiremo gli argomenti inerenti alla salute, il benessere ed il management degli avicoli.

Buone Pratiche
Scheda n.1

Le raccomandazioni

• Disporre i farmaci più vecchi davanti.
• Eliminare regolarmente gli scaduti e annotare il loro costo.
• Stoccare i farmaci in un locale isolato (temperatura: da 10 a 25 gradi).
• Utilizzare un mobile di dimensioni sufficienti e in grado di proteggere efficacemente i farmaci.


I farmaci da utilizzare per la prevenzione ed il trattamento delle patologie più frequenti devono essere definiti con il proprio veterinario.
I protocolli delle cure definiscono il listino dei farmaci che devono essere stoccati temporaneamente nella farmacia dell’allevamento.
La prescrizione deve essere fatta prioritariamente sulla base di questo elenco. 
Le ricette devono essere archiviate secondo le norme in vigore.
Per la sicurezza: vietare l’accesso dei farmaci alle persone non autorizzate (bambini…).
Utilizzare un armadio o un locale chiudibile a chiave.

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Le ragioni per intervenire

Cattiva conservazione:
• Efficacia ridotta;
• Fallimento terapeutico;
• Perdita di produzione.

Cattiva gestione:
• Scadenza;
• Spreco.

In pratica

• Scrivere la data di apertura sugli imballaggi e richiuderli accuratamente. Le aperture dei sacchetti devono essere ripiegate per renderle il più ermetiche possibili. 
• Conservare i prodotti cominciati nel loro imballaggio di origine per proteggerli dall’umidità, dalla polvere e dalla luce.
• Evitare di deporre oggetti sull’armadietto farmaceutico per potere pulire la parte esterna regolarmente.
• Evitare i capannoni con tetti in lamiera come luogo di stoccaggio: d’estate, le temperature possono raggiungere più di 40 gradi. Durante un’esposizione prolungata a temperature estreme, (esempio: interruzione di corrente per un frigorifero…): valutare i rischi di degradazione dei prodotti con il proprio veterinario.


Testimonianza di un veterinario:

“Sono spesso sorpreso durante gli auditing annuali, della quantità di farmaci scaduti: dobbiamo essere più vigili per adattare le prescrizioni ai trattamenti. Bisogna ricordare che numerosi farmaci sono molto sensibili alle condizioni di conservazione: i soldi investiti per la cura a volte sono sprecati!”.

Per saperne di più

Capire per agire:

I parametri che influiscono sulla stabilità e sull’efficacia dei farmaci utilizzati.

• La temperatura: temperature estreme diminuiscono la durata di vita delle specialità e della loro efficacia, a volte in modo significativo (esempio: i vaccini vivi sono inattivati con il congelamento o con temperature troppo elevate) .
• La luce: certe molecole sono degradate in caso di esposizione prolungata (esempio: le Ivermectine sono particolarmente sensibili alla luce).
• La cattiva igiene dello stoccaggio può condurre ad una contaminazione delle specialità medicinali con ripercussioni sulla stabilità ma anche con conseguenze sull’animale.
• L’umidità: la possibile degradazione di certi imballaggi provoca un rischio di alterazione dei farmaci e di perdita della tracciabilità.


La regolamentazione:

Le aziende farmaceutiche devono effettuare dei test di conservazione nelle condizioni standard (temperature…): le date limite di conservazione presuppongono che il farmaco sia conservato in queste condizioni standard.

 

Scheda n.2

Le raccomandazioni del veterinario

• Scegliere delle presentazioni adatte ai trattamenti per limitare il numero di farmaci cominciati;
• Dopo l’ utilizzo dei prodotti avvitare i coperchi, arrotolare i bordi dei sacchetti;
• Stoccare i farmaci cominciati in condizioni di conservazione perfette;
• Utilizzare utensili e secchi perfettamente puliti.

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La scelta della presentazione adatta al peso ed al numero di animali da trattare è la migliore soluzione per evitare di dover conservare prodotti cominciati. Sono le buone condizioni di stoccaggio che impediranno tutta la degradazione del prodotto cominciato.

Le ragioni per agire

 

 

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Troppi cominciati:

• Rischio di scadenza;
• Farmaco degradato;
• Fallimento terapeutico.

Farmaco cominciato mal conservato:

• Contaminazione;
• Inefficacia;
• Danneggiamento degli imballaggi ;
• Rischio di contaminazione.

 

Capire per agire

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La stabilità dei farmaci cominciati è inferiore a quella dei farmaci prima dell’apertura della confezione (sacco, sacchetto, secchio…) o prima del primo prelievo dal flacone. Questo è dovuto alle reazioni d’ossidazione, ai fenomeni d’umidificazione (per le polveri) e alle contaminazioni.

La presenza inutile di tanti prodotti può condurre all’accumulo di un numero troppo elevato di specialità antibiotiche cominciate. Un uso ragionato, con il veterinario, potrebbe ridurre questa quantità a volte non necessaria.

Acquistare la quantità esatta di farmaco necessario per il trattamento è un mezzo per prevenirne lo spreco
La quantità comprata deve corrispondere alla quantità da utilizzare. Questo impedisce le perdite di flaconi, lo spreco dovuto a sovradosaggio o al prolungamento inutile del trattamento.

La regolamentazione:

Le autorizzazioni all’immissione in commercio (AIC) prevedono per ogni specialità veterinaria un termine di utilizzo massimo dopo la prima apertura.

Nella maggior parte dei casi, questo termine è inferiore a due mesi.

 

Scheda n.3

Le raccomandazioni del veterinario

Le ragioni per intervenire:

Pompa mal calibrata:
- animali trattati non adeguatamente

Concentrazione troppo elevata:
- Precipitazioni ;
- Trattamento scorretto e rischio di ostruzione.

 

Come agire

  • Risciacquare le pompe dosatrici dopo ogni trattamento;
  • Utilizzare un serbatoio graduato e di dimensione sufficiente, fornito di un agitatore nel serbatoio e di un filtro a monte;
  • Controllare regolarmente le pompe misurando i tassi reali di diluizione;
  • Controllare il consumo reale nelle prime 24 ore;
  • Verificare la compatibilità tra prodotti additivati (cloro…) e farmaco;
  • Analizzare l'acqua: pH e durezza .

Per evitare problemi di solubilità, è preferibile utilizzare: 
• Un serbatoio con agitatore. 
• Prodotti compatibili con la pompa: micro sospensioni abbastanza fini.

Se necessario, particolarmente in mancanza di sistema d'agitazione, 
utilizzare un solvente. Purgare in fine della linea per eliminare l'acqua residua (canalizzazioni).

Evitare i problemi di solubilità: 
• Non mescolare varie specialità senza verificare prima di tutto la loro compatibilità. 
• Tenere conto della qualità chimica dell'acqua.

Si raccomanda di utilizzare i flussi massimi (generalmente 5%).

 

Capire per agire

La regolamentazione:

I foglietti illustrativi dei farmaci forniscono le quantità da somministrare per unità di peso vivo, per il calcolo delle quantità è necessario:

 

  1. Calcolare la quantità necessaria durante 1 giorno (peso x posologia: vedere ricetta);
  2. Calcolare la quantità d'acqua realmente bevuta durante il trattamento;
  3. Calcolare il volume di soluzione da iniettare durante il trattamento da partire dal tasso d'incorporazione della pompa;
  4. Verificare se la diluizione della quantità di prodotto in questo volume di soluzione passa bene in pompa dosatrice.

Pompa dosatrice e limite di solubilità delle specialità veterinarie

La concentrazione del farmaco nel serbatoio della pompa è alcune volte molto elevata (ex: per un tasso di diluizione dell'1%, è 100 volte superiori alla concentrazione nelle canalizzazioni).

Per limitare quest'effetto, occorre dunque vegliare ad utilizzare serbatoi di dimensione sufficiente e diluizioni compatibili con le specificità del prodotto. Se il prodotto resta in micro-sospensione, è allora imperativo utilizzare un sistema d'agitazione per mantenere le particelle in sospensione omogenea.

La presenza di un filtro a monte della pompa partecipa alla prevenzione di fenomeni di depositi e di ostruzioni. Questo filtro trattiene le particelle superiori a 60 micron, protegge la pompa ed aumenta la sua durata di vita.

 

In pratica

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Manutenzione della pompa:
• Risciacquare dopo ogni utilizzo;
• Fare regolarmente funzionare con l'acqua pura;
• Prima dell'avviamento, aprire il by-passo e verificare se l'acqua circola bene;
• Pulire il filtro situato a monte e verificare lo smaltimento;
• Verificare il livello di pressione ed il flusso in entrata;
• La messa in posto di valvole (valvole anti-ritorno) impedisce una circolazione d'acqua invertita;

 

Manutenzione preventiva:
• Controllare regolarmente tutte le parti, pulirle e cambiarle (così consumate o difettose): pistone, valvola, etc. … 
• Controllare il flusso in tutti i condotti in entrata ed uscita;
• Vegliare alla tenuta dell'insieme giunti.


Testimonianza di veterinari:
“Manutenzione e revisione della pompa sono essenziali alla buona somministrazione dei trattamenti! E' sorprendente valutare la differenza tra il flusso atteso e quello che passa realmente nei tubi. Occorre pertanto studiare in dettaglio assieme a noi veterinari i problemi di precipitazione poiché fattori multipli possono essere responsabili."

 



Patologie
Patologie respiratorie

Le malattie respiratorie nelle specie avicole sono molteplici e molte possono essere le cause, vediamo in questa sezione quelle di maggior interesse.

Innanzitutto occorre ragionare sui diversi fattori che possono essere propri dell’ospite o dell’ambiente in cui esso vive e che possono facilitare la trasmissione delle infezioni.

Una patologia può essere considerata più o meno grave in base al ceppo dell’agente eziologico, alla durata dell'esposizione a quel deterimanto agente patogeno, alla modalità di trasmissione e alla quantità di patogeni che entrano in contatto con il soggetto "ospite".
Altri parametri importanti sono l'età, il sesso e le difese immunitarie dell’ospite che influenzano la durata della patologia, così come l’ambiente esterno (per esempio il freddo, il caldo, l’igiene).

Di seguito riportiamo le cause delle patologie più ricorrenti:

  • da virus (diftero-vaiolo, pseudopeste, malattia di Marek, leucosi, laringotracheite ecc.)
  • da batteri (colera, tifo, salmonellosi, stafìlococcosi ecc.)
  • da miceti (aspergillosi, mughetto, tigna)
  • da zooparassiti:
    • tracheali (singamosi)
    • intestinali (verminosi)
    • sottocutanei (acariosi)
    • esterni (pidocchi, dermanissi)
  • da carenza (avitaminosi, rachitismo)
  • da fattori nervosi (pica, epilessia)